progetto 2.4

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Il 2.4mR in Italia è stato introdotto da Marco Turbiglio, velista famoso per genialità e padronanza della tecnica velica, ed oggi è composta da 80 imbarcazioni dislocate in ogni parte d’Italia. È costituita in Associazione di Classe ed è affiliata alla Federazione Italiana Vela, così come i suoi associati.

 

L'equipaggio è composto da una sola persona (foto 1) e il timoniere non è seduto sui bordi dell'imbarcazione, ma su un apposito sedile (foto 2) fissato nel pozzetto e rivolto verso prua. Il timone è comandato da una pedaliera oppure da una leva (detta "stick") che lavora orizzontalmente (foto 3).

Il timoniere, quindi, non deve spostarsi fuori bordo per bilanciare la barca sotto raffica, perché lo sbandamento viene compensato dalla zavorra (di circa 180 kg.) posta nella chiglia della barca. 

Armata a sloop con randa e fiocco, ha l'albero regolato da sartie con un ordine di crocette che lavorano su un piano trasversale, strallo di prua e paterazzo di poppa.

 

Nella stazza è prevista la possibilità di usare lo spinnaker, non consentito però in regata. L'attrezzatura (foto 4) è composta da rotaie e barber per il punto di scotta del fiocco, carrello di scotta per la randa, regolazioni per drizza e cunningham del fiocco, tesa-base della randa, vang e caricabasso.

È possibile effettuare regolazioni di estrema finezza nella massima tranquillità e l'imbarcazione reagisce con molta sensibilità in tutte le andature.

 

Una vela modernissima, insomma, dalle prestazioni tecniche notevoli, inaffondabile, facile da trasportare e da mettere in acqua.

Quello che ha reso famosa nel mondo della vela questa piccola imbarcazione è la possibilità di veder regatare atleti normodotati e atleti disabili alla pari, senza speciali classifiche che rilevino tale 'differenza' perché, proprio per le sue caratteristiche, persone con disabilità motorie possono accedere a tale sport con le stesse possibilità di un atleta che non presenti alcun problema. 

 

Ciò non toglie un'adeguata preparazione fisica come in tutti gli sport agonistici ma, prevalenti, risultano essere intuizione e conoscenza della tecnica.

 

 

foto 1

 
 
 
 
 
 

foto 2

 

 

 

foto 3

 

 

foto 4